domenica 20 novembre 2011

L’insegnamento di Amélie Nothomb

“Io sono un Giappoletano”; Inizio questo blog parafrasando la srittrice belga Amélie Nothomb la quale nella sua “Biographie de la faim” dichiara: «Moi je parle le franponais». Stupore-e-tremori

A dir la verita’, la Nothomb mi piace molto, sono rimasto affascinato dal percorso che lei ha affrontato con la cultura e la lingua giapponese, e mi ha colpito sicuramente la sua autobiografia descritta nel libro “Stupeur et tremblements”. Per questo motivo ho deciso di chiamare questo Blog con un titolo simile.

Mi e’ piaciuto cosi tanto che sono andato alla ricerca per molto tempo anche del Film diretto nel 2003 da Alain Corneau ed interpretato da Sylvie Testud nel ruolo di Amélie. Grazie ad un’amica giapponese che vive in Francia sono riuscito ad avere il DVD che conservo gelosamente come anche la copia del libro.

Il rapporto della Nothomb con il Giappone, con la societa’ in cui lavora, con i suoi colleghi, i superiori e sopratutto verso tutte quelle regole non scritte della cultura giapponese che alla fine la portarono lontano da quel paese che lei tanto ama e che considera sicuramente come la sua seconda patria, mi ha fatto pensare al rapporto che lega me stesso con questo paese. «Quitter le Japon fut pour moi un arrachement…», (Lasciare il Giappone fu per me uno sradicamento) scrive Amélie Nothomb nella sua autobiografia. E’ la stessa cosa che provo ogni volta in cui sento le ruote del JET che lasciano la pista di decollo dell’Aeroporto Internazionale di Narita con la gioia nel cuore perche’ l’aereo mi sta’ riportando a casa ma allo stesso tempo con la tanta tristezza e la domanda “ritornero’ ancora qui?”

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